Festival Internazionale di Poesia a Mantova e Sirmione, eventi a cura dell’ Associazione Movimento dal Sottosuolo,  Maggio-settembre 2015

Bene.  Tra pochi giorni,  il 18, 19 e 20 settembre, a Sirmione del Garda, apriremo  la seconda edizione di un  Festival  di poesia internazionale  in continuità con il Virgilio Festival, Mantova, dello scorso maggio.
Noi, dell’Associazione Movimento dal Sottosuolo,  che non ci facciamo mai gli affari nostri, dopo quasi una decina di anni di movimento culturale ossia di ostinata promozione della Poesia in tutte le salse possibili (Open Mic, contrasti letterari, manifest’Azioni,  presentazioni, incontri sul territorio, scorribande e sconfinamenti vari)  siamo approdati ai Festival!

Un caro amico sostiene che i Festival di Poesia sono oggi di moda come lo furono per anni i reading!  Vero forse, ma due parole vorrei spenderle, a questo punto: non è che  ci siamo alzati o alzate una mattina con l’idea del Festival di poesia, come è vero che in tutti questi anni non siamo stati o state stanziali. Ognuno di noi, seguendo le vocazioni personali  e la propria natura, si è spostato, ha curiosato, letto, incontrato, organizzato;  altri e altre  hanno tradotto poeti stranieri, raccolto storie, collaborato con editori che condividessero valori e intenti;  altri, altre ancora hanno tessuto, ossia intrecciato persone, poesia ed esperienze.  Il Movimento dal sottosuolo in quanto neonata Associazione,  raccoglie poeti di  Roma,  Napoli e altre parti d’Italia, ma può dire di conoscere dal vivo tutti i membri che oggi ne fanno parte, nessuno escluso.

Siamo stati presenti, anche e non solo,  ai Festival di Poesia a Sarajevo, Kragujevac,  Nissan, Sassari, Salerno, qualcuno si è spinto a curiosare  in Irlanda e Romania; abbiamo aderito a progetti internazionali come  Revolutionary Poets Brigade , One thousand poets for change,  Palabra en el mundo;  ci interessano i diritti alla vita,  alla libertà di parola, il lavoro delle donne sul linguaggio e nei territori.  Gli interventi nostri personali, come autori o autrici, dentro  produzioni antologiche, aderiscono a progetti ben precisi, a un’idea comune su tematiche attuali e alla necessità di dire chiari  No!  a  ingiustizie, guerre, morti insensate e drammi,  che ci coinvolgono come poeti dunque come cittadini del mondo.

Con il Virgilio e il Sirmiofestival tiriamo qualche filo del lavoro fino ad oggi fatto, non allo scopo di procurarci  visibilità, ma per poter regalare (la partecipazione agli eventi è gratuita),  momenti di poesia  vera.  Immaginiamo il Festival come  una grande Festa,  dove l’incontro sia tra persone, dove ci si guardi in faccia,  si conoscano e vivano le città e i luoghi.  Invitiamo sempre i nostri ospiti ad essere presenti per più giorni, non solo agli eventi che direttamente li coinvolgono:  li invitiamo a stare con noi, vogliamo che si conoscano.
Il Festival nasce dunque da un progetto preciso e pensato con cura,  e nasce dall’entusiasmo e dal desiderio di  cose ben fatte.  Un Festival dunque che non sia un contenitore vuoto da riempire con qualcosa o  qualcuno:  i contenuti li abbiamo, le idee non ci mancano, i poeti li scegliamo, sappiamo cosa vogliamo,  perciò  cerchiamo la forma che possa contenere e valorizzare  il contenuto.  Il contenuto è una  poesia che conti, sia per qualità  (dalla quale non si può prescindere) che per il messaggio che porta dentro legato anche ai progetti poetici collettivi costruiti per sostenere le minoranze,  i diritti alla vita e alla dignità.
Quattro gli  incontri complessivi   promossi, organizzati e  presentati dall’Associazione i cui link inserisco qui in basso e di cui citerò solo le brevi descrizioni

Ringraziamo tutte e tutti gli associati che vorranno prendere parte attiva al lavoro di coordinamento,  spostamenti , supporto etc.  durante i tre giorni:  per una scelta che ci pare ovvia e di buon gusto, abbiamo deciso che essendo organizzatori e curatori degli eventi stessi,  non saremo protagonisti  dei reading e incontri.  Dunque preparatevi,  ci sarà da lavorare, come sempre e da divertirsi, anche!

Ringraziamo gli amici, nostri e della poesia,  su cui possiamo sempre contare.

Valeria Raimondi

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LA POESIA, L’ ANIMA, I LUOGHI

La parola è viva,  è  Poiesis che crea il mondo. E’ vissuta dentro e fuori il foglio. Ricrea ogni luogo perché ogni luogo è un monumento, una lapide  collettiva,  reale o immaginaria.

La poesia canta il luogo, ne coglie l’anima, riporta verticalmente in superficie con le parole il genio ispiratore, lo  sputo-sperma primordiale

Perchè la parola vivifica  anche i  non- luoghi grazie  all’immaginazione e li carica  di significati

Anche la morte, il dolore, le ferite rivelano l’anima: la poesia canta  la ferita dei luoghi, ne celebra  il funerale e la sua resurrezione

Ma l’immaginazione risponde solo se si sosta a lungo  perché i luoghi attraverso l’immaginazione prendono Anima

Dunque la scoperta dell’anima richiede tempo e ripetuti incontri. Dunque  è necessario riportarsi “in”, dentro le cose e le parole per non sparire  nello spazio virtuale con forza centripeta circolare.  E scendere. Tornare ad occuparsi del territorio, del paesaggio, della bellezza.   Ma serve un badile e scavare per riportare alla luce ciò che va illuminato così da  poter  scrivere  non discosti da sé o distanti dalla propria vita,  perchè questa scorre sotto, nella vena profonda da cui si attinge in continuazione. Scendere dunque al livello  più basso , sapersi in basso,  sapere di dover emergere  con abbondante bottino

Per questo in  tempi caratterizzati da   bulimia di immagini e anoressia  immaginifica,  abbiamo bisogno di visionari, utopisti, poeti.

INTERNATIONAL

(Occupatori provvisori di luoghi

trovano sempre la catena alberghiera preferita:

la qualità è garantita)

Nei  luoghi che non sono

l’ International è garantito

democratico,  antirazzista.

Nei luoghi che non sono

finalmente tutti uguali

nessuno è piu’ straniero …

Asettiche sale d’attesa accolgono gli astanti

Provvisorie  Esistenze

Magnetiche  Rassicuranti…

Identità   precarie   e…garantite

Perdersi è impossibile.

Nei luoghi che non sono

lo straniero è come a casa:

il Last Minute Duty-Free  Shop

sta  sempre in fondo a destra

(MA  CAMBIANO I LIQUORI)

Nei luoghi che non sono,

il check-in ha i soliti passaggi,

il distributore automatico

funziona nello stesso modo

a Roma, Atlanta, anche a  Pechino

Nei luoghi che non sono

niente è  lasciato al caso

(E anch’io oggi  funziono:

ho il passaporto dunque sono,

la Carta di Credito,  dunque solvo,

solvente

dunque…  assolto)

TYPICOL 

(Esportatori   di memoria

spacciano IL DOC  E  L’ IGT

negli angoli del mondo:

 la qualità è garantita)

Typicol,

La gondola veneziana

Il duomo di   Milano

Il sushi giapponese

Typicol,

importabile – esportabile

fresco ogni giorno arriva

Il  typicol  non parla

Il typicol è  globale

non puzza, non fa chiasso

è sterile  pulito

Puntuale all’alba arriva

pescato appena colto

cacciato poco prima

manipolato  un poco

Typicol

Nei centri commerciali

negli autogrill del mondo

la zona  del  locale

è nello stesso posto,

con lo stesso nome,

nella stessa catena

dal Marchio definito

(MA CAMBIANO I PROSCIUTTI)

E l’etnico mi attrae, mi faccio una cultura:

il sabato all’ Ikea

mi sento un po’ svedese (o forse norvegese?)

(Anch’io oggi funziono:

Consumo dunque sono)

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